Evidentemente Neuro ha abboccato alle mie provocazioni perchè affretta il passo e mi raggiunge. Senza farmi notare lascio che un sorrisetto affiori alle labbra cercando di nasconderlo dietro i folti capelli.
Si infila le mani in tasca mentre spiega il perchè della sua precedente esclamazione.
CITAZIONE
Ho detto che ti portavo fin lì e lo faccio. E poi non credo che tu sappia come arrivarci, quindi ti serve la mia guida. Facciamo che...questo sarà segnato come un piccolo extra sul conto finale.
Rido di gusto.
"Fai come vuoi: io la strada la conosco... comunque è giusto: se mi accompagni devi avere un extra! Metti ciò che vuoi sul mio conto, non ho problemi di danaro, lo sai..."Scuoto la testa divertita e seguo Nogami, il mantello svolazzante e i capelli che ballonzolano sulla schiena ancora strettamente legati nella treccia. Il mantello, anche se strettamente fermato per non far vedere le spade, sembra rispecchiare il mio stato d'animo felice con i suoi movimenti spezzati e continui.
Finalmente raggiungiamo la strada che dal porto esce dalla città e si inoltra nella foresta divenendo un sentiero polveroso con una sola striscia d'erba al centro, dove le ruote dei carri non passano e i piedi umani o animali non sono così pesanti e forti da distruggere la coriacea vegetazione di un verde intenso e dalle spesse voglie dalle venature quasi grigie.
Gli alberi attorno al nostro percorso sono alti, probabilmente molto vecchi, e i loro rami fittamente intrecciati regalano un riparo dal Sole impietoso e gettano la loro ombra a terra, creando una piacevole frescura, anche sotto il mantello chiuso. Ai lati, dove il Sole non arrivare con il suo calore la terra è fangosa e il muschio cresce ovunque, soffocando la vegetazione più debole o arrampicandosi sui tronchi, formando strane immagini che a volte assomigliano a delle facce contorte in un grido d'agonia.
Il mio compagno è silenzioso e il suo atteggiamento di ostinato mutismo mi suggerisce che anche se dovessi rivolgergli a parola, lui non risponderebbe; quindi perchè sprecare fiato e voce?
*Comincia a stufarmi con la sua aria di superiorità: chi cavolo crede di essere? A breve inghiottirai tutto il tuo orgoglio: promesso!*Se non fosse stata per la compagnia poco piacevole, la passeggiata sarebbe stata splendida data la frescura e il paesaggio tetro ma rigoglioso, ma viste le circostanze tiro quasi un sospiro di sollievo quando, dopo una curva quasi a gomito, scorgo la palizzata di legno chiaro che delimita il campo dei corsari.
Un uomo in cima alla torretta, armato di lancia, comincia a soffiare con tutto il fiato presente nei suoi polmoni in un corno per dare l'allarme; siamo ad appena due o tre metri e posso vedere il suo volto farsi rosso e poi viola, mentre le vene del suo collo cominciano a gonfiarsi verdastre sotto la pelle tirata dai tendini sporgenti.
*Cominciamo bene!*Un movimento improvviso alla mia sinistra mi fa balzare via estraendo uno dei miei sai con la mano sinistra: devo ringraziare solo i miei riflessi per avere ancora la testa attaccata al collo! Infatti, dall'avambraccio destro di Neuro, è fuoriuscita una lama ossea di circa centoventi centimetri, con la quale ha tentato di staccarmi la testa!
"Peste!"Ho appena notato che un rivolo rosso sta imbrattando i miei abiti: forse non è così deole come pensavo se è riuscito a praticare almeno un taglio sulla morbida pelle del mio collo...
Sbalordita lo guardo correre verso la palizzata, camminarvi sopra, raggiungere il pirata di vedetta, ucciderlo e poi riscendere da questo lato della palizzata correndo via. Le sue azioni sono così veloci e la mia sorpresa totale che lo guardo fare il tutto, anche curiosa di vedere cosa vuole fare, se nonchè nel vederlo scappare la rabbia mi monta dentro.
*Eh no! Tu mi hai infilata in questo casino e tu rimani ad affrontarlo con me!*Raccogliendo l'energia e la rabbia quasi urlo il comando.
"GEA!"NOME: potere di Gea
DESCRIZIONE: Gea era l'antica dea della terra e poteva controllarla a proprio piacimento, così come ora posso io. Al semplice comando di "Gea" la mia mente, aiutata dalla mia energia, può stravolgere la conformazione geologica della terra e delle rocce che mi circondano. Dato che posso modellare la materia a mio piacimento, questa tecnica può essere sia di attacco che di difesa, quindi, nel caso che la utilizzi in entrambi i modi, occuperà due slot. Naturalmente non posso trasformare la materia in ciò che non è: se è fango non può divenire terra compatta, o viceversa. La forma presa dalla terra, roccia o fango, è quella che la mia mente è in grado di visualizzare, quindi non posso creare qualcosa che non conosco o non esiste. Se le conformazioni non vengono distrutte rimangono tali fino a mio nuovo ordine. Non posso far volare la terra, ma posso creare delle onde di terra, come fosser onde del mare ma solide.
DURATA: istantaneo
TEMPO DI RIGENERAZIONE: ////
TIPO DI DANNO: abrasione/ taglio/ contundente... di volta in volta sarà specificato
Creo un muro che si innalza compatto e solido proprio davanti a Neuro, nella speranza di bloccarlo e coinvolgerlo nella battaglia imminente.
Un suono di voci concitate mi raggiunge mentre il cancello di legno si apre con scricchiolii ancora più sinistri delle voci foriere di battaglia e morte.
"Torna qui coniglio!"Dai battenti spalancati escono almeno una ventina di pirati nei loro abiti colorati e le bandane al vento. I volti abbronzati sono tirati in espressioni feroci e le armi, per lo più sciabole e corti coltelli, baluginano al Sole ad ogni movimento delle braccia nerborute e coperte di peli e cicatrici.
Con un sospiro slaccio il mantello e lo lascio scivolare lungo le spalle e la schiena mentre a terra si formano le pieghe della stoffa che si posa.
Estraggo le spade gemelle con un movimento fluido a semi-arco, dopo aver posato la mano destra sull'elsa sinistra e la mano sinistra sull'elsa destra. Il piede sinistro avanza leggermente rispetto al destro e il mio corpo si adatta con facilità al nuovo punto di equilibrio mentre le spade si mettono nella consueta posizione: la sinistra, dalla lama rossa, si posiziona orizzontale rispetto al terreno, davanti al mio ventre per proteggerlo, la destra, dalla lama nera, si posiziona all'altezza della spalla, la punta verso i nemici, il gomito leggermente indietro per avere una rincorsa maggiore in caso di necessità.
Una decina di uomini si dirige verso di me, mentre seguo con lo sguardo il restante gruppo che comincia l'inseguimento di Nogami.
Con fare traqnuillo torno a volgermi verso i miei avversari.
"C'è davvero bisogno? Stamattina proprio non sono in vena..."Per tutta risposta il più vicino mena un fendente con la sua sciabola. Suffando annoiata alzo la lama sinistra ad incontrare la sua e paro come se fosse il colpo menato da un bimbo di pochi anni. Lo stupore dell'uomo si trasforma in orrore quando nota i miei occhi dorati dalla pupilla verticale. Urlando si allontana incespicando.
Incuriosita guardo gli altri che confabulano e fissano le mie lame e i miei occhi. Poi, come un sol uomo si lanciano all'attacco, urlando e menando fendenti. Facendo turbinare le mie spade in una veloce danza di morte li accolgo senza quasi nbotare i loro abiti colorati appiccicati alla pelle dal sudore freddo. Le mie lame vanno a cozzare contro le spade, i pugnali e i randelli dei corsari.
Con una lieve torsione del busto all'indietro evito completamente un arco troppo menato con una sciabola. Per mantenere l'equilibrio ruoto tutto il mio corpo verso sinistra, allungando la gamba e facendo cadere uno degli avversari. una volta raggiunto il punto di equilibrio mi abbasso e rotolo in avanti, alzandomi poi di scatto tenendo le armi verso l'alto, infilzando due pirati proprio sotto il mento. Posso sentire l'impatto con le ossa facciali e poi con la massa molle del cervello.
Con uno strattone le libero e torno a voltarmi verso gli altri otto che sembrano aver perso un po' della loro baldanza e ferocia.
Non posso vedere se Neuro è impoegnato nel combattimento e nel caso come sta andando, ma giuro a me stessa di ucciderlo con le mie stesse mani, se sopravvive.
faccio ruotare le spade mentre aspetto una mossa dei miei avversari, che sembrano pietrificati a guardarmi con le bocche contratte e le nocche sbiancate.
"Mi sto proprio stufando!! Visto che non attaccate voi lo faccio io!"NOME: fili del destino
DESCRIZIONE: una piccola intrusione mentale che mi consente solo di risvegliare alcuni ricordi del mio avverario, generalmente è il soggetto stesso a risvegliare quelli più dolorosi. L’effetto che ha è semplicemente quello di distrarre l’avverario e renderlo più vulnerabile ai miei attacchi, o indebolire i suoi.
DURATA: istantaneo
TEMPO DI RIGENERAZIONE: 2 turni
TIPO DI DANNO: ///
Raccolgo l'energia necessaria e gli effetti della tecnica si manifestano quasi subito: gli uomini cominciano ad urlare in preda a dei tormenti provenienti dal passato. Tre, presi dal terrore più puro si gettano in ginocchio e cominciano a piangere diperatamente, altri cinque, invece, scappano di fronte a chissà quali demoni e corrono a chiudersi nella loro fortezza.
Con aria disgustata guardo i tre che stanno piangendo come bambini e le lacrime che, dopo aver attraversato i loro volti, cadono a terra trasformando la polvere in fango.
*Non vale nemmeno la pena di sporcarsi le mani...*Pianto a terra lùla lama destra e sollevo la mano verso di loro, concentrando una grande quantità di energia in tre sfere di energia elettrica, che immediatamente partono ognuna verso il suo obiettivo.
NOME: Fulmini della punizione divina.
DESCRIZIONE: grazie alle mie innate capacità di demone elettrico posso controllare l’elettricità, concentrandola nelle mie mani e scagliandola poi sotto forma di saette. Il numero di saette scagliabili varia da una fino a dieci, dato che posso scagliarle tutte assieme, una per dito della mano. La potenza dei proiettili varia e non appena si distaccano dalla mia mano assumono una grandezza variabile tra 20 cm e 40 cm, a seconda del grado di devastazione che voglio infliggere. Se il bersaglio viene colpito in pieno potrebbe anche svenire, oltre ad avere delle serie bruciature, se invece venisse colpito solo di striscio la parte interessata rischierebbe la paralisi e di essere ustionata. Anche se il fulmine non dovesse colpire direttamente la persona, scaricandosi a terra, darebbe comunque una scossa di intensità variabile a seconda della vicinanza del pg con il punto di impatto
DURATA: 1 turno
TEMPO DI RIGENERAZIONE: un turno
TIPO DI DANNO: elettrico/bruciature
L'impatto violento fa volare all'indietro i corpi, disponendoli in pose contorte e grottesce. Uno esplode e sparge all'intorno poltiglia di sangue ed interiora bruciate e carbonizzate. L'erba ai piedi dello steccato prende fuoco a causa delle fiamme divampate dagli abiti colorati di uno degli altri uomini.
Il terzo giace carbonizzato qualche metro più in là, fumante e maleodorante nella sua posa contratta.
Sbufando di noia cerco con lo sguardo il piccolo coniglio che mi sono portata dietro.
Edited by Kishu - 22/9/2008, 11:34