Mi sveglio prestissimo come sempre.
*Accidenti... ogni tanto non mi dispiacerebbe dormire un poco di più...*Con un sospiro mi alzo dal letto e mi alzo ancora insonnolita e indolenzita per il poco riposo.
"Buongiorno Fitzban..."Mi chino a far due carezze al mio cucciolo, poi mi rialzo e vado a farmi la doccia nel bagno più piccolo. Ne esco dopo una mezz'ora con i capelli ancora legati.
Mi siedo davanti lo specchio del mio comò e mi sciolgo i capelli. Mi metto a testa in giù e li ravvivo un poco. Mi cospargo il viso e le braccia con una crema idratante e senza odori, poi mi alzo e vado a vestirmi, gettando l'asciugamano in un cantuccio.
Apro le ante dell'enorme armadio che prende un'intera parete e ne tiro fuori un paio di pantaloni marroni, una maglia verde comoda e lunga fino alle cosce e, frugando in un'altra sezione dell'armadio, afferro un paio di morbidi stivali color cuoio, come i pantaloni.
Fitzban si arrampica sul letto mentre mi sto finendo di mettere le scarpe e si struscia facendo le fusa.
"Sìsì, ho capito: hai fame! Fammi finire di vestire e andiamo a far colazione, ingordo!"Esco dal mio appartamento che ancora mi sto allacciando il cinturone sui fianchi, con il demone attaccato alle calcagna che ogni tanto emette un miagolio impaziente.
Dopo pochi minuti siamo entrambi nella sala mnsa della struttura principale con la colazione davanti.
"Buon appetito, rompiscatole..."Per tutta risposta lui si lecca i baffi e comincia a mangiare di gusto. Scuoto la testa e mi accingo a fare altrettanto.
Dopo il pasto la tigre sparisce nei prati e io torno nell'appartamento perchè non ho voglia di andare in ufficio oggi.
Appena varco la soglia di casa mi accorgo che c'è qualcosa che non va: la porta finestra che da su un balcone è aperta, ma sono sicura di averla chiusa la notte precedente.
"Mi sarò sbagliata..."Con un'alzata di spalle mi dirigo a chiudere i vetri. Quando sono a metà stanza sul mobile noto una piccola busta di carta.
"E questa cos'è?"Afferro l'oggetto e strappo un lato per vederne il contenuto. Quando inclino la busta nella mia man sinistra scivola una mappa delle montagne e un foglietto. Prima di leggere il messaggio dspiego la cartina e vi do un'occhiata, notando subito che il luogo segnato è nascosto.
"Ma che roba è?"Poso la cartina sul mobile assieme alla busta stacciata e leggo l'altro foglio, che probabilmente contiene tutte le spiegazioni del caso. I miei occhi scorrono velocemente sulle poche righe trascritte.
CITAZIONE
"Salve a voi Capo Clan. Vi ho mandato questo messaggio per avvertirvi di un nuovo nemico che stà progettando la distruzione del vostro Clan e in più sono venuto a sapere che è anche alla ricerca dei leggendari Artefatti Mistici. Se vi interessa scoprire qualcosa di più non dovete fare altro che seguire le indicazioni che ci sono sulla mappa. Buona Fortuna."
"Che sia una trappola? Ma di chi? Di Hirst? No, non è da lei! Di Nigel? Quello stupido bamboccio deve preservare l'equilibrio..."Mi fermo immobile a pensare, ma non mi viene proprio in mente chi possa essere.
Alla fine devo concludere che sia uno scherzo, così mi dirigo adirata nella sala mensa, che a quest'ora è gremita di adepti intenti a mangiare.
Il mio passo pesante riecheggia giù per le scale e poi fuori, sul vialetto. Quando entro nella struttura principale Nataku, con il suo passo tranquillo ed elegante mi viene incontro.
"Buongiorno, Shandra!"I denti baluginano bianchissimi tra le labbra dischiuse in un cordiale saluto. Come sempre, guardando in quegli occhi blu, mi calmo un poco e torno razionale.
"Fai un riscontro tra la grafia di questo messaggio e la grafia di tutti gli adepti!"Gli porgo il foglio.
"Ma sarà un lavoro lunghissimo! ... E poi vedo che mi hai escluso a priori..."Lo guardo esasperata, come se fosse solo uno stupido.
"Uno: non mi importa quanto ci metterai, devi farlo e basta! Due: la tua grafia la conosco benissimo!"Mi giro e me ne torno al mio appartamento ad aspettare i risultati: meglio che stia lontana dai miei adepti, onde evitare scoppi d'ira che potrebbero portare alla decimazione del mio esercito.
Misuro a grandi passi l'intera superficie dei miei locali, passando dal salone all camera, alla cucina, alla sala svago, alla piccola palestra.
Finalmente, in tarda mattinata Nataku bussa alla mia porta.
"Allora?"Mi guarda rassegnato.
"Nulla... a quanto pare non è uno scherzo dei tuoi seguaci..."Mi fermo un momento a pensare, un braccio contro il ventre e l'altra mano a sostenere il mento.
"Già... credo proprio che andrò!"Dato che siamo già nell mia camera mi dirigo verso al rastrelliera delle armi.
Nataku si sporge e mi afferra per un braccio.
"No, non andare!"Mi giro sorpresa da quel gesto e fisso i miei occhi dorati nei suoi, cercando di capire perchè ha osato tanto.
"Potrebbe essere una trappola, non credi?"I suoi occhi blu, tanto profondi, esprimono una grande apprensione e per un momento lo fanno sembrare più giovane di quanto già non sia. Gli sorrido rassicurante e divincolo il braccio, alzando poi una mano a scostargli dal viso delle ciocche di capelli rossi che erano venute in avanti nella foga del movimento.
"Non preoccuparti, posso cavarmela..."Gli volto le spalle e raggiungo la rastrelliera. Sento i suoi passi avvicinarsi e le sue mani si posano sulle mie spalle, costringendomi poi a voltarmi. Senza sapere perchè ancora non l'ho picchiato per questo gesto, mi giro. Quando ci troviamo faccia a faccia lui si abbassa leggermente per potermi parlare ad un orecchio.
"Lascia che venga con te. So di non essere molto forte come guerriero, ma potrò comunque esserti d'aiuto..."La sua voce morbida e gentile mi fa rabbrividire leggermente, ma devo essere dura con lui: non deve rischiare la vita.
"No, tu rimarrai qui. Ora ti farò una copia della mappa e se non mi vedrai tornare entro due giorni manderai una squadra composta dai nostri guerrieri più forti."Gli allontano le mani dalle mie spalle e mi giro per afferrare tutte le mie armi. Con forza stringo le cinghie ce affibbiano lo spadone alla schiena, poi allaccioi due sai alle gambe e le spade vengono assicurate al cinturone. Infine i pugnali li nascondo negli stivali.
Mi giro verso il mio segretario.
"Mi prendi l'armatura, per favore?"Lui si allontana di qualche passo per prendere le protezioni, poi mi aiuta ad indossarle, evitandomi di chinarmi per assicurare gli schinieri agli stinchi.
Appena sono pronta con un cenno lo invito a seguirmi verso la porta mentre mi sistemo il mio bracciale d'argento.
Mi accompagna fino alle scuderie e mentre io sello un cavallo lui fa una copia della mappa. Salgo agile in sella e allungo una mano per avere indietro la mappa.
"E' ora che io vada: abbi cura dei miei affari."Ci salutiamo e gli strappo la promessa di non dire niente a nessuno.
Al galoppo mi allontano dai miei possedimenti, con i capelli fermati sui lati della testa che schiaffeggiano l'aria.
Persa nei miei pensieri quasi non mi accorgo che Fitzban sta correndo al mio fianco. un suo miagolio di protesta mi riscuote e tiro le redini per far fermare il cavallo.
"E tu che ci fai qui?"Lo guardo severamente con le sopracciglia aggrottate e le labbra strette. Lui per tutta risposta miagola facendo gli occhi dolci e poi salta sulla groppa del cavallo, accomodandosi.
"Non ho molta scelta, eh?"Scuotendo la testa sperono i fianchi delo stallone che riprende la sua corsa. Il Sole alto nel cielo fa eclissare le nostre ombre e ci scalda la schiena.
Nel primo pomeriggio ci fermiamo a bere ad un ruscello e libero il cavallo dal suo morso per permettergli di brucare l'erba e di dissetarsi. Il mio demone sparisce subito per dare la caccia a qualche animaletto, mentre io mi arrangio con qualche bacca e delle piante.
Irrequieta riprendo quasi subito il viaggio. Nella nostra corsa oltrepassiamo verdi prati e colline erbose, ma mai la mia attenzione si sofferma su di esse, ma il pensiero continua ad errare alla mia meta, congetturando su questo fantomatico nemico superpotente.
*Oramai non dovrebbero mancare più di un paio d'ore al passo...*Le nostre ombre si allungano progressivamente mentre ci avviciniamo alla nostra meta. Piano piano la vita diurna lascia il posto a quella notturna e quando le prime stelle vengono a farsi rimirare, finalmente io giungo al cospetto delle montagne.
Smonto dalla sella preceduta dal piccolo Fitzban, poi lascio lo stallone a pascolare lì vicino mentre esploro i dintorni per trovare il luogo segnato dalla cartina.
Dopo qualche minuto di ricerca lo trovo e comincio ad avanzare con il fiato mozzo per l'emozione, ignara di quanto potrebbe accadere e di cosa mi attenda.
Edited by Kishu - 6/3/2008, 18:40