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Hirst Vs Shandra
view post Posted on 11/3/2008, 14:37Quote
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Il mondo finto è fuori, quello vero è dentro di te...

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 2/12/2009, 23:55


E' una di quelle giornate che mi piacerebbe passare a letto, sepolta sotto le coperte con Fitzban al mio fianco a fare le fusa: nuvolosa, umida e deprimente.
Ma devo uscire dal Clan, ho bisogno di allontanarmene e stare un po' sola con i miei pensieri: è l'Anniversario della morte del mio mentore.
Esco dal Clan a passo pesante, la mente un turbinio di pensieri e sentimenti tristi e gelidi, ma sotto questo primo strato ribolle la rabbia di una ragazza a cui è stata strappata ogni cosa.

"Maledizione!!"

Sferro un pugno al tronco di un albero lì vicino e apro una crepa nel legno giovane e verde. Le nocche della mano si gonfiano immediatamente e temo di essermi rotta qualche osso, ma visto il mio stato d'animo la cosa mi sfiora a mala pena.
Proseguo nel mio cammino a testa bassa, rimuginando tra di me e calciando di tanto in tanto qualche sasso che mi capita davanti.

*Se solo Lei fosse ancora qui, Maestro... ora io sarei solamente la sua vice e potrei essere semplicemente me stessa e imparare da Lei ogni cosa... invece mi siete stato strappato!*

Lancio un grido di rabbia, cercando di sfogare tutti quei sentimenti che mi attanagliano e mi strangolano.
Nonostante la mia giovane età il mio cuore è divenuto arido e difficilmente riesco a provare un qualche sentimento positivo.
La foresta oggi è particolarmente silenziosa, ma non ci faccio caso, i miei passi alzano nuvolette di polvere dal sentiero di terra battuta, appiattendo i pochi cuiffi d'erba che vi crescono.
I capelli stretti in una lunga treccia sbattono con ritmo regolare sulla mia schiena, quasi cullandomi.
I miei pensieri vagano tra i ricordi del breve periodo in cui sono stata al Suo fianco e tutti i suoi insegnamenti mi tornano in mente atraverso una serie di immagini. Con mio grande stupore le immagini più freqquenti e che indugiano più a lungo sono quelle dei rari momenti d'affetto che ci sono stati: una pacca, un breve abbraccio, una carezza, una mano sulla testa a scompigliare i capelli, un sorriso... Cose semplici, ma che a me sembrano rare e preziose. Nella mia vita ho avuto davvero pochi momenti di vero affetto e da quando è morto il mio Maestro, li ho avuti solo con il piccolo e lui non è proprio un essere umano, non può darmi quel calore che invece potrebbe darmi una persona.
Sospiro abbattuta perchè mi rendo conto che data la mi posizione all'interno del Clan non potrò mai allacciare dei veri rapporti.
Senza rendermene conto mi sono diretta verso la piana. Alzo la testa e il mio sguardo spazia liberamente per la distesa erbosa. Ad un certo punto un masso grigio, all'apparenza senza nulla di particolare, blocca la mia visuale.
Una lacrima comincia a scivolare lungo la mia guancia mentre con passo malfermo mi dirigo verso il masso. Arrivata vicino poggio le mani su di esso e lo guardo perdendomi nei ricordi.

CITAZIONE
Una giornata soleggiata illumina la piana, il mio Maestro è in cima alla roccia, sdraiato, intento a godersi il Sole. Io, seduta ai piedi del masso sono impegnata ad affilare le nostre armi. Le mie spade gemelle giacciono al mio fianco, ancora nei loro foderi, e tra le mie mani riluce lo spadone a due mani del mio Maestro.

"Kishu, stai attenta a non tagliarti..."

"D'accordo..."

Alzo il viso per guardarlo, ma lui è ancora sdraiato a occhi chiusi, il volto verso il cielo. Torno al mio lavoro concentrandomi, le sopracciglia aggrottate e le mani che si muovono agilmente. Una piccola nuvola oscura il Sole e levo gli occhi a guardarla.

"Speriamo che si mantenga il bel tempo, vero Maestro?"

Un dolore lancinante e nell'aria l'odore del sangue.
Con gli occhi spalancati guardo il sangue colare dal palmo della mia mano fino a terra. In breve l'erba e i miei pantaloni si tingono di rosso, ma non un grido o un gemito sfugge alle mie labbra: temo l'ira di Lui.
Attratto dall'improvviso silenzio il Maestro mi richiama.

"Che succede Shandra?"

Affrettandomi a tamponare la ferita e a nascondere la mano gli rispondo.

"Nulla! Stavo solo guardando il lavoro svolto..."

La mia voce è troppo acuta e Lui se ne accorge. Si tira a sedere e mi guarda. Freneticamente cerco un modo per nascondere il sangue e la ferita che comincia a bruciare da morire. Con un salto è accanto a me e si inginocchia guardandomi serio. Mi afferra il braccio e cerca di attirare la mia mano al suo viso. Cerco di opporre resistenza, ma una sua occhiata severa mi fa deisistere. Allungo la mano e abbasso il capo, preparandomi alla ramanzina. Lui osserva la mano, poi prende un fazzoletto candidissimo e comincia a pulirmi via il sangue, poi mi fascia la mano.

"Devi stare attenta, piccola Kishu: sei una guerriera e una ferita alla mano può esserti di intralcio..."

Annuisco e trattengo il fiato quando lui prima stringe la mia mano tra le sue e poi mi abbraccia brevemente.
Si alza e afferra la spada.

"Sei la prima persona di cui questa lama beve il sangue ma di cui non recide la vita: sarà tua, un giorno."

Alzo il volto a guardarlo, stringendo i lembi del fazzolettino.

Apro gli occhi e sfioro l'impugnatura dello spadone che spunta dalla mia spalla destra. Sorrido ai ricordi e ai gesti d'affetto portati quel giorno.
Ma la rabbia monta ancora più violenta quando mi sovviene che mai più potranno esserci questi momenti per me.
Con uno scatto stizzito mi allontano da quella roccia che per me rappresenta un misto troppo forte di emozioni contrastanti.
Mi tolgo il cinturone con le sapde gemelle e lo getto da una parte. Estraggo la pesante spada, distendo le braccia e poggio la punta a terra e tiro un profondo respiro cercando di allontanare le lacrime che rigavano il mio volto.
Apro gli occhi e sollevo la spada in un semicerchio, portandola a destra, mentre il piede sinistro si porta avanti, per equilibrare la posizione.
Facendola ruotare all'indietro porto la lama in avanti, parallela al terreno. La gamba destra segue il gesto e si porta in avanti, il ginocchio leggermente piegato, il peso del corpo su di esso.
I morbidi stivali neri si piegano cedevoli, mentre la tunica rossa asseconda i miei movimenti avvolgendosi attillata attorno al mio corpo teso nella posizione.
Giro la spalla destra indietro, facendo seguire il corpo, poi la spada segue un mezzo arco passando alta e si ferma all'altezza della spalla, una sola mano sull'impugantura. Co un movimento lento porto anche il piede destro in posizione: esattamente in parallelo con la spalla.
Proseguo per parecchio tempo con gesti secchi o lenti, solo per allenare i muscoli e sgomberare la mente dai nefasti pensieri che l'assediano.
Quando mi fermo sono sudata ma rilassata. Alzo il volto al cielo ed inspiro, piantando la spada nel terreno e poggiandomici contro.

"Maestro, le giuro di continuare ad essere il Capo-Clan e la guerriera che lei avrebbe voluto!"

Rialzo la spada e mi appresto a riprendere gli esercizi, la mente e il cuore di nuovo colmi di rabbia e dolore: com'è strano a volte il cuore... Un attimo prima è tranquillo, un attimo dopo è in balia di una tempesta...

Edited by Kishu - 11/3/2008, 16:33

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view post Posted on 12/3/2008, 12:39Quote
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Era già da passata qualche ora da quando si erano incamminati per allontanarsi dalla sede del Clan nel tentativo di cercare un po’ di pace e di tranquillità.
La causa principale era il fatto che, nell’ultimo periodo, era stata completamente sommersa da un sacco di lavoro, come ad esempio verificare la forza dei nuovo membri oppure eliminare vari mostri che si erano nascosti vicino al loro covo.
Era proprio al limite ed allora decise che era il momento giusto per prendersi una giornata di pausa, una specie di piccola vacanza senza nessun tipo di lavoro.
Accanto a lei c’era Kamui intento a guardarsi attorno con uno sguardo tra il felice e il curioso per quella giornata fuori dal normale.
Ad un certo punto si era fermata per ammirare il paesaggio che gli era attorno quando senti una voce nella sua testa.

° Ehi Hrist ci fermiamo un po’ in questo posto è cosi bello ... °

La voce era del piccolo lupetto.
Era una sua nuova capacità che era apparsa da poco ma la cosa più incredibile era il fatto che l’animaletto era in grado di comunicare in quel modo solo con lei.
Hrist non disse nulla e, con un piccolo sorriso, si era già avvicinata ad un albero che c’era li vicino e, non appena si trovò li vicino, si sedette posando la schiena contro il robusto tronco dell’albero.

° D’accordo mi sembra una buona idea.°

Intanto anche Kamui gli si era avvicinato per poi sdraiarsi accanto alla sua amica posando il suo musetto sulle sue gambe.

° Io ho sempre delle ottime idee.°

Lo guardò con uno sguardo misto tra il serio e il divertito.

° Sei sempre il solito modesto .°

Si guardarono un momento negli occhi per poi scoppiare a ridere.

° Sono contento che adesso ti senta meglio sai, nell’ultimo periodo, mi sei sembrata piuttosto stanca°

La ragazza fece un piccolo sospiro di consenso.

° Si avevo proprio bisogno di fermarmi un momento ...°

Hrist cominciò a coccolare il suo amichetto quando ad un certo punto sentirono un urlo provenire da li vicino.

° Ma cosa è stato ... andiamo a vedere?°

Hrist sbuffo annoiata.

°Sarà solo qualche animaletto indifeso.°

Kamui la guardò con uno sguardo triste.

° E va bene andiamo a vedere ... sai che non riesco a dirti di no quando mi fai quello sguardo. °

°Evviva°

Tutte e due si alzarono e si diressero verso il luogo da cui era arrivato l’urlo.
In breve tempo si trovarono nel punto e videro una persona che, alla ragazza, avrebbe fatto piacere non incontrare o per lo meno non proprio in quel giorno.
Davanti a lei c’era Shandra intenta a fare degli esercizi per tenersi allenata.

“ Guarda un po‘ chi c‘è ... ”

Si avvicinò ancora un po’ alla giovane Capo-Clan.

“ E da un po‘ che non ci vediamo ... ”

Incrociò le braccia al petto mentre Kamui si sedette accanto alle gambe della sua padrona, curioso di vedere cosa sarebbe successo da li a poco.


"parlato di Hrist"
°parlato telepatico di Hrist°
°parlato telepatico di Kamui°

imageimageAdopt one today!


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Tu sei... Claire!
Ti piace un po troppo fare di testa tua, sei molto impaziente, l’attesa è una cosa che non sopporti. Ma, in fin dei conti, sei una persona gentile sempre pronta a difendere gli amici.

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E tu che personaggio di Claymore sei? Vieni a scoprirlo!

 
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view post Posted on 12/3/2008, 13:10Quote
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Un fruscio nella boscaglia alle mie spalle e il mio corpo ruota verso la fonte del rumore, la lama parallela al terreno, all'altezza del bacino, la punta leggermente alzata, la mano destra sull'impugnatura, la sinistra a sostenere il piatto della lama. La mia lunga treccia descrive un ampio arco prima di ricadere sulla schiena, impattando anche con gli spallacci di metallo, producendo un lieve tonfo. I miei occhi lampeggiano d'ira quando si posano sulla snella figura vestita di viola della ragazza bruna e mi trovo a fissare i suoi occhi verdi.

CITAZIONE
“ Guarda un po‘ chi c‘è ... ”

Si avvicina ancora di qualche passo, poi si ferma a braccia incrociate, con Kamui ai suoi piedi.

CITAZIONE
“ E da un po‘ che non ci vediamo ... ”

*Hirst...*

Nonostante l'odio e la rabbia che immediatamente riempiono il mio cuore mi trattengo e guardo Kamui dolcemente. Ripongo la spada nel suo fodero dietro la schiena, piegando leggermente in avanti la testa per scostare la capigliatura, poi, ignoarando completamente la Capo-Clan dai lunghi capelli, mi avvicino al lupacchiotto con passo allegro e quasi balzellante, come una bambina che emozionata va ad accarezzare un cucciolo.

"Ciao piccolo!!"

mi chino e allungo la mano per carezzargli la morbida testolina e grattarlo dietro le orecchie, sicura che non avrebbe rifiutato. Ancora una volta mi domando quale sia la sua storia, certa che si nasconda dietro lo strano simbolo che ha sulla fronte e al bracciale assicurato alla sua zampa, forse antica testimonianza di una prigionia, ma non posso saperlo, e certo non ho alcuna intenzione di domandarlo alla mia vversaria.

"Peccato che oggi Fitzban non sia venuto, almeno avreste potuto giocare assieme..."

Ignoro volutamente la dragonessa: neppure una volta i miei occhi corrono a lei.
Mi rialzo in piedi scostandomi i capelli dal viso e facendo un'ultima carezza al cucciolo.
Mi volto e mi allontano di qualche passo, poi mi fermo, lo sguardo concentrato sulla roccia, le spalle dritte, i piedi larghi e ben piantati nel terreno umido e un poco fangoso, le braccia lungo i fianchi, le mani rilassate. Il mio volto si fa una maschera impassibile, gli occhi vuoti, la rabbia repressa così a fondo da sembrare svanita, la voce atona.

"Cosa vuoi, Hirst? Oggi non è una buona giornata per me... Oggi è..."

Mi blocco, la bocca si chiude di scatto, lo sguado rimane vuoto. Poi le labbra si dischiudono e la voce atona, quasi estranea a me stessa torna a riempire l'aria.

"Oggi è una giornata davvero storta, e la tua compagnia non mi è gradita, quindi vattene."

Rimango immobile mentre il vento si leva, facendo gemere i rami e frusciare le foglie del bosco, cme se delle persone viventi, o degli spiriti, stessero cercando di placare il mio animo tormentato e inaridito da tutta quella solitudine.
Le nuvole sopra le nostre teste si sono fatte ancora pi scure e minacciano temporale.
Meccanicamente piego i gomiti, portando le mani all'altezza del bacino; l'indice e il medio sinistri sfiorano lievi la cicatrice del palmo destro, come a voler accarezare il volto del mio perduto Mentore.

*Maestro...*

Sbatto le palpebre e quando le riapro un velo di lacrime si è formato davanti ai miei occhi, nascondendo l loro colore dorato, come se volessero far compagnia al pianto del cielo che di lì a poco ci avrebbe avvolti nel suo gelido ed incostante abbraccio.
Stringo forte il pugno destro e lascio che le lacrime scorrano lungo le guance, rigandole di dolore represso e rabbia cresciuta con me.

Edited by Kishu - 17/3/2008, 10:12

image Kishu



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